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LA SFIDA DI MESSINA "CITTA' D'ARTE"
Dalla fantomatica mostra "God save Monnalisa" agli svedesi Club 8

Sembrera' un paradosso ma proprio mentre la citta' di Messina per molteplici,vicissitudini attraversa uno dei momenti piu' oscuri della sua storia, un piccolo spiraglio di luce filtra all'orizzonte. Infatti, da qualche tempo uno sparuto esercito di giovani imprenditori affiancati da collaboratori di larghe vedute, stufi della solita minestra riscaldata hanno deciso di dare una svolta al divertimento notturno cittadino, fiducioso di colmare il gap storico che relega la citta' agli ultimi posti nelle graduatorie nazionali anche per cio' che concerne la qualita' del tempo libero. Certo, negli ultimi anni abbiamo assistito al sorgere di numerose iniziative, basti vedere il neonato centro storico oggi, e com'era invece fino a qualche anno fa'. Di conseguenza , il proliferare di club, discoteche, pub e localini di ogni sorta ha meritoriamente fatto risorgere la Messina by night,riportando entusiasmo a migliaia di giovani, ma questo certamente non puo' piu' bastare. Adesso il deserto si e' trasformato in terra fertile e il popolo della notte sta maturando. La citta' dello Stretto ha i suoi tempi, questo e' notorio, infatti, dalle nostre parti, momde, tendenze, innovazioni ludico-culturali arrivano (se arrivano) in ritardo... ma non e' mai troppo tardi! Il processo evolutivo non si arresta e questa crescita e' dimostrata dai fatti, e i fatti dicono che i coraggiosi investitori del rinnovamento stanno raccogliendo i frutti. Cosi', se da un lato la discoteca segna il passo, di contro cresce vorticosamente l'interesse verso il lounge bar, meno assettico e piu' appropriato per decomprimersi dal caos quotidiano. La "Club Culture" sta conquistando giorno dopo giorno giovani e meno giovani: bast pensare al recente concerto, allo "Zero90" dei Club 8, celebre duo scandinavo indiepop, che in versione unplpugged ha fatto registrare il tutto esaurito; cosa impensabile fino a poco tempo fa'. Come e' quasi assurdo che i Club 8 dalla lontana Svezia abbiano scelto proprio Messina per lanciare l'ultimo album "Strangely beautiful" (in uscita a febbraio). E' stata proprio un'etichetta messinese, la "Mechanism Records" di Chris Di Mauro a portarli da noi (anche questa e' una casualita'?), il pubblico ha applaudito piu' volte pur non avendoli forse mai sentiti prima d'ora: segno che qualcosa si muove davvero. I Club 8 sono Johan Angergard e Karolina Komstedt; hanno all' attivo diversi cd e contano gruppi di fan in tutto il mondo: dal Giappone agli Stati Uniti, fino al Nord Europa. La loro e' una miscela di generi musicali, ricca di contaminazioni (bossa nova inclusa), il risultato e' un sound molto soft... forse troppo,ma di grande effetto. Il giorno precedente al breve live di Messina (hanno suonato per circa un'ora sopportando fumo e caos) nel corso della conferenza stampa si sono trattenuti assieme a fan e giornalisti; l'impressione comune e' stata la loro assoluta disponibilita' a rispondere a tutte le domande, pur trafelati da una giornata di vole e aereoporti. Uguale successo hanno avuto DJ Seb (from London) e la fantomatica "God Save Monnalisa". E se in pochi conoscevano i biondissimi Club 8, ancora meno erano coloro che hanno assistito alla recente performance di DJ Seb e ammirato la suddetta mostra di sei artisti inglesi che neppure esistono: piccolo scherzetto. Frutto di una strategia studiata a tavolino, capace di dimostrare che cio' che importa non e' la tendenza del momento, ma l'alternativa di spaziare, confrontarsi, conoscere e quindi arrichire le proprie esperienze. Quelle opere erano belle davvero: in fondo che importanza ha sapere chi le ha realizzate ? Stesso discorso vale per la musica live. Da troppo tempo il mercato locale e' saturo di cover-bands; nulla contro questi gruppi ma ben vengano anche altre forme di espressione musicale. Damenzionare a tal proposito la rassegna musicale "Medley" che si terra' da gennaio ad aprile al Cardines e al Faro dei corsari. Per capire di cosa si tratta basta sbirciare nella locandina "Un mix di musica italiana e straniera. Dal jazz al blues, dal brasiliano al tribale, dal cubano alla musica gitana". Comincia cosi' la sfida all'ultima nota...musicale per scuotere gli animi della citta'. Si tratta di una bella rassegna dedicata a coloro i quali non si danno tregua alla ricerca di qualcosa da fare, da ascoltare e, se possibile , da ballare.

Enzo Lipari - Gazzetta del Sud, Venerdi' 30 Ottobre 2004

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